• 18 FEB 14

    Vincere il mal di schiena? Conoscere ed agire!

     

     

    Ben otto persone su dieci ne soffrono almeno una volta nella vita. Perché il mal di schiena è come certi vicini di casa: fastidiosi e sempre pronti a rovinarti la giornata. Arrendersi sul divano di casa non serve (se non nella fase acuta, per due o tre giorni, quando il riposo è indispensabile). Al contrario, bisogna darsi una mossa e chiarire subito, con l’aiuto di un ortopedico o di un neurochirurgo qual è la causa del dolore. Se il problema è la comunissima lombalgia, dovuta a contratture muscolari, o se l’infiammazione non è grave, una serie di esercizi fisici è una panacea per prevenire nuovi attacchi. E’ importante rafforzare gli addominali e i muscoli paravertebrali permette di stabilizzare meglio la colonna. Immaginate una sorta di panciera naturale, che renderà più stabile la schiena.

    Ma la domanda sorge spontanea:  E’ sempre valido il binomio attività fisica/lombalgia? Che attività è più indicata per chi ha mal di schiena?

    La risposta non è semplice, tuttavia la guida più attendibile nel farci capire cosa e quanto si possa fare a livello motorio è il dolore stesso: se esso compare durante o subito dopo la fine di un allenamento, si è in una fase troppo precoce per la suddetta attività, oppure è il caso che in questa vi siano movimenti o posizioni provocative del dolore che, se fatta una corretta diagnosi fisioterapica, vengono individuate e a loro volta sconsigliate o modificate. Fermo restando che fare dell’attività fisica è importante, bisogna capire di caso in caso, quale è quella più adatta a ciascuno di noi. Una corretta valutazione fisioterapica permette di impostare un opportuno programma di trattamento e ricondizionamento ed individuare il momento più consono per iniziare un’attività fisica e le modalità con cui eseguirla.

    Da questa risulterà ad esempio che il nuoto non è SEMPRE la soluzione più adatta ad ogni tipo di rachialgia; in alcune sì, ma in altre può essere dannoso. Prendiamo in esame tutte le persone che non sanno nuotare o che NON essendo provviste di una buona tecnica potrebbero peggiorare la situazione! Inoltre è discutibile allenare una “colonna vertebrale” in condizioni di assenza di gravità quando invece, durante il giorno, si è costantemente sottoposti a questa forza. In linea di massima, per avere dei benefici bisogna praticare un’attività fisica con continuità 2-3 volte alla settimana e sopratutto bisogna trarre piacere da quello che si fa, dopo aver verificato che questo non provochi un peggioramento dei sintomi.

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