• 04 DIC 15
    Tumori alla tiroide: +38% in cinque anni

    Tumori alla tiroide: +38% in cinque anni

    L’incidenza del tumore alla tiroide è in continua crescita a livello mondiale. Considerato nel passato una malattia rara, in Italia è diventato il quinto tipo di tumore più frequente – il quarto nelle donne – mentre era il nono nel 2006. Nel nostro paese si registra infatti uno degli aumenti più marcati con ampia variabilità nei tassi d’incidenza da regione a regione. Si stima che ci siano circa 160.000 italiani con tumore della tiroide, il 38% in più rispetto al 2010, dei quali il 76% può ritenersi già guarito. Ogni anno vengono diagnosticati oltre 3.200 nuovi casi, mentre 500 persone muoiono a causa della malattia. Una possibile spiegazione di questo incremento potrebbe essere data dalla maggiore accuratezza e diffusione dei moderni mezzi diagnostici, non dimenticando che fattori ambientali, genetici, nutrizionali, economici e sociali contribuiscono alla malattia.

    Sono questi i presupposti da cui nasce ITCO – Italian Thyroid Cancer Observatory Foundation, il primo Osservatorio sui noduli tiroidei e sul tumore alla tiroide che vede il coinvolgimento di Università, Istituzioni Governative e Parlamentari, Società Scientifiche e Industria, un progetto concreto volto ad affrontare la sfida che queste malattie pongono all’Italia e a tutto il mondo. L’obiettivo è quello di promuovere ‘un progetto unitario’ che, attraverso una forte collaborazione interdisciplinare, permetta di raggiungere una maggiore efficacia nelle cure e nei protocolli diagnostico-terapeutici, a beneficio non solo dei pazienti ma di tutti i cittadini.

    Il primo passo per la lotta alla malattia è infatti quello di conoscere, ovvero definire e comprendere il fenomeno di incremento della malattia. Per questo motivo l’Osservatorio si pone come strumento per fotografare la realtà epidemiologica attivando una mappatura dei tumori della tiroide in grado di fornire risultati sia quantitativi che qualitativi. La notizia positiva è che, a fronte del continuo aumento dell’incidenza della malattia, la mortalità rimane sostanzialmente invariata.

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