• 12 FEB 15
    Sport e anziani: connubio vincente!

    Sport e anziani: connubio vincente!

    L’importanza di praticare attività fisica nella terza età trova le sue ragioni di essere in due punti: togliere le persone anziane dall’isolamento; permettere loro di conservare o di acquisire una buona forma fisica. Per quanto concerne il primo punto è sufficiente intrattenerli in giochi collettivi con un buon spirito di animazione, senza impegnarli in sforzi fisici importanti. Ma ovviamente noi siamo soprattutto interessati al secondo punto, in quanto è noto che con un allenamento ben condotto si può ottenere un risultato su varie funzioni organiche diametralmente opposto a quello che sulle stesse esercita l’invecchiamento. Se una persona anziana si allena con una certa regolarità, potrà almeno in parte cancellare l’influenza negativa dell’invecchiamento. Basti pensare, a questo riguardo, che cosa riescono a fare i masters, continuando a svolgere una regolare attività fisica, sia su distanze brevi che coinvolgono quasi esclusivamente le doti anaerobiche, sia sulle distanze lunghe con caratteristiche prettamente aerobiche. Ricordiamo inoltre contadini e montanari che, al di là del limite della pensionabilità, continuano a svolgere regolarmente attività fisica, mantenendo un livello di efficienza organica nettamente superiore ai loro coetanei non più regolarmente attivi. Per poter impostare una corretta forma di attività fisica, è necessario conoscere alcuni aspetti fisiologici fondamentali dell’invecchiamento.

    Gli obiettivi prioritari dell’esercizio fisico nell’anziano debbono essere quelli del miglioramento della mobilità articolare, della efficienza muscolare e delle capacità aerobiche. Per quanto riguarda la possibilità di migliorare la mobilità articolare, un’attività fisica adeguata può portare ad un miglioramento in soggetti dai 60 ai 75 anni di entrambi i sessi del 25-30%. Questo programma deve comprendere esercizi di mobilizzazione lenta associata a stretching statico regolarmente ripetuti almeno due volte alla settimana. Anche la forza muscolare può aumentare con l’allenamento dal 6 al 50%, secondo la tecnica utilizzata, l’impegno volontario e la durata e frequenza delle sedute. Le capacità aerobiche nei soggetti oltre i 55 anni possono migliorare dal 5% al 30% a seconda dei carichi di lavoro utilizzati ed alla durata dell’allenamento. I carichi debbono essere progressivamente crescenti e l’intensità, anche se per brevi periodi, deve essere allenante. Occorre pure ricordare che è sufficiente una interruzione di due settimane per avere regressioni recuperabili però con una regolare ripresa dell’attività. Particolare importanza dovrà essere data alla fase di riscaldamento ed al periodo di recupero. Poiché le capacità di recupero sono minori, l’anziano dovrà rispettare tempi di recupero più importanti rispetto ad un giovane, specialmente in caso di sedute particolarmente impegnative come intensità e durata. In particolare, è opportuno evitare confronti diretti con soggetti più giovani, ad esempio con i nipoti sulle piste di sci, come sovente si vede fare. Per gli ex sportivi che decidano di riprendere l’attività, è opportuno ripartire da zero al fine di evitare soprattutto danni ai tendini ed ai muscoli. Importante è nella terza età qualora si voglia praticare regolarmente un’attività fisica sottoporsi prima di iniziarla ad una accurata valutazione del grado di efficienza dei vari apparati al fine di evitare che questa pratica si risolva in un danno per l’organismo.

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