• 01 LUG 15
    Oggi parliamo di…. Diagnostica per immagini

    Oggi parliamo di…. Diagnostica per immagini

    Cos’è la diagnostica per immagini? Con il termine diagnostica per immagini ci si riferisce al generico processo attraverso il quale è possibile osservare un’area del corpo non visibile dall’esterno. Per sapere esattamente cosa succede all’interno del nostro organismo occorre “vedere” con gli occhi della tecnologia. E, più le apparecchiature sono avanzate, maggiore è la qualità delle diagnosi.

    Quali sono le principali tecniche di imaging? Le principali tecniche di imaging sono l’ecografia, ecocolordoppler, la radiografia, la tomografia assiale computerizzata (nota come TAC) e la Risonanza Magnetica.

    Approfondiamo in particolar modo le ultime due tecniche: la Tac e la Risonanza Magnetica. Quali sono le differenze? La TAC e la Risonanza Magnetica sono due tecniche diagnostiche per immagini, utili per ottenere delle immagini dettagliate di diverse aree del corpo. La TAC utilizza le radiazioni ionizzanti (raggi X) per ottenere le immagini, con lo svantaggio che tali radiazioni (in quantità elevate) sono nocive per l’organismo. Invece, la Risonanza Magnetica utilizza un campo magnetico, del tutto innocuo per l’uomo. La scelta tra le due tecniche dipende dalla sintomatologia del paziente e dal sospetto diagnostico.

    Chi di noi si è sottoposto ad una risonanza magnetica sa bene che non è un’esperienza piacevole per chi soffre di claustrofobia…. Verissimo! Ecco perchè al Poliambulatorio Oberdan abbiamo scelto di utilizzare la risonanza magnetica aperta.

    Di cosa si tratta? Rispetto alle risonanze magnetiche “chiuse”, a tunnel, la risonanza magnetica aperta riduce la paura e l’ansia (e permette l’assistenza diretta da parte di un accompagnatore). L’architettura a sistema aperto non solo esprime un senso di sicurezza, ma ha anche il notevole vantaggio di poter gestire dai pazienti come bambini, anziani, le persone in sovrappeso e soggetti che soffrono di claustrofobia..

    Esistono controindicazioni per l’esecuzione della risonanza magnetica? Non possono sottoporsi a questo tipo di esame i portatore di pacemaker o di dispositivi ad attivazione magnetica come elettrodi e neurostimolatori, e i portatori di protesi ferromagnetiche o di non accertabile compatibilità con i campi magnetici. L’esame non è doloroso né pericoloso. Rispetto ad altre metodiche di visualizzazione la risonanza magnetica presenta diversi vantaggi: possibilità di ottenere sezioni con vario orientamento (sagittale, trasversale, ecc.), invasività quasi nulla e non impiego di radiazioni ionizzanti.

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