• 14 MAG 15
    Largo all’attività fisica: con 450 minuti qualche beneficio in più

    Largo all’attività fisica: con 450 minuti qualche beneficio in più

    Trenta minuti al giorno per 5 giorni alla settimana: è questa la quantità minima di attività fisica raccomandata per proteggere la salute cardiovascolare. A indicarla sono ormai da anni numerosi esperti internazionali. Lo fanno, ad esempio le linee guida per l’attività fisica della popolazione statunitense, in cui viene precisato che questi 150 minuti settimanali di attività fisica devono essere di intensità moderata. Ma cosa succede se ci si spinge oltre? L’esercizio può diventare pericoloso perché “troppo” o perché “troppo intenso”? Oggi due nuovi studi tentano di rispondere a questa domanda, portando con loro buone notizie: aumentare la quantità di attività fisica praticata settimanalmente aiuta ancora di più ad allungare la vita, e anche chi preferisce l’esercizio più intenso può utilizzarlo per mantenersi in salute. Il primo dei due studi è stato pubblicato su Jama Internal Medicine da un gruppo di ricercatori guidati dagli esperti del National Cancer Institute di Bethesda, negli Stati Uniti. Obiettivo dei ricercatori era quantificare l’associazione dose-risposta tra l’attività fisica praticata nel tempo libero e stabilire il limite oltre il quale l’esercizio fa più male che bene. “Rispetto alle persone che hanno dichiarato di non praticare attività fisica nel tempo libero, abbiamo osservato un rischio di mortalità inferiore del 20% fra coloro che ne praticavano meno del minimo raccomandato”, spiegano i ricercatori nel loro studio. Mantenersi tra i 150 minuti raccomandati e il doppio del minimo consigliato dagli esperti permetterebbe invece di ridurre il rischio di mortalità del 31%. Spingendosi oltre il rischio diminuisce ulteriormente, “tuttavia – sottolineano i ricercatori – i benefici in più rispetto al minimo raccomandato sono risultati modesti”. Spingersi fino a 450-750 minuti alla settimana di attività fisica (vale a dire da 3 a 5 volte il minimo raccomandato) permette infatti di ridurre il rischio di mortalità del 39%.

    Alla luce di questi risultati gli autori dello studio concludono che “rispettare i minimi delle Physical Activity Guidelines for Americans del 2008 sia per l’esercizio moderato che per quello intenso è associato a circa il massimo dei benefici in termini di longevità”. A questa buona notizia se ne aggiunge un’altra. Nello studio si legge infatti che “non c’è stato nessun indizio di pericolo a livelli 10 o più volte superiori rispetto al limite raccomandato”. Insomma, gli appassionati del fitness possono stare tranquilli: la probabilità di esagerare sembrerebbe quasi non esistere né per chi preferisce un’attività di intensità moderata né per chi vuole fare uno sforzo maggiore. In quest’ultimo caso ulteriori rassicurazioni arrivano dal secondo degli studi sopra menzionati, pubblicato sempre su Jama Internal Medicine ma questa volta da un gruppo di ricercatori australiani, che spiegano: “I nostri risultati suggeriscono che le attività fisiche intense dovrebbero essere sostenute dalle linee guida cliniche e di salute pubblica sull’esercizio per massimizzare i benefici dell’attività fisica per la popolazione”. Dallo studio è infatti emersa una relazione inversa, per di più di tipo dose-risposta, tra la quota di attività fisica intensa e la mortalità. In altre parole, tanto più esercizio intenso si aggiunge alla propria attività fisica tanto minore è il rischio che si corre di morire per una qualsiasi causa.

    L’attività fisica si conferma dunque il toccasana che ormai da molto tempo gli esperti di salute sottolineano essere, e sia i più pigri che i più attivi possono tirare un sospiro di sollievo: limitarsi al minimo indispensabile è sufficiente a ricavarne quasi il massimo dei benefici possibili, ma spingersi oltre non mette in pericolo la salute, anzi, può aiutare anche un po’ di più ad allungare la vita.

    Tratto da Il Sole 24 Ore Salute

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