• 26 NOV 13

    La biorisonanza magnetica

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    La biorisonanza magnetica pulsante è il primo esempio dell’applicazione della fisica quantistica alla medicina. Apparsa per la prima volta nel 1992, è una applicazione nella quale onde magnetiche pulsate ricreano le frequenze emanate naturalmente dalle cellule stesse, rafforzandole e stimolandone l’autoguarigione in caso di “malattia”. Nella vita di ogni giorno, infatti, la carenza energetica comporta un invecchiamento accellerato delle nostre cellule che, prive della loro ricarica naturale di energia, non sono più in grado di svolgere le proprie funzioni caratteristiche anzi, non rigenerandosi determinano una drastica riduzione delle nostre difese immunitarie. Ogni singola cellula del nostro corpo è circondata da un campo magnetico che interreagisce coi campi magnetici circostanti. La cellula può essere quindi considerata come un generatore di energia che tende ad assorbire o rigenerare attraverso la membrana, determinate sostanze.

    Questo particolare funzionamento viene influenzato dalle variazioni dei campi elettromagnetici vicini, come una porta che viene aperta o chiusa a seconda delle diverse sollecitazioni provenienti dall’esterno. La presenza di fattori di disturbo quali lo stress,l’affaticamento, e l’ inquinamento ,interrompono la ricarica energetica cellulare e fanno chiudere la porta delle nostre cellule che senza ricarica accumulano detriti e scorie tra cui i più noti radicali liberi che a loro volta aggravano la difficoltà di ripristino energetico.(E’ possibile misurare l’effetto della biorisonanza sulla rimozione dei radicali liberi). Queste cellule impossibilitate a ricaricarsi, si indeboliscono e si predispongono allo stato di malattia. La biorisonanza riordina in modo naturale le funzioni del nostro organismo.

    L’effetto terapeutico dipende dal particolare tipo di onda e dalla frequenza degli impulsi erogati con segnale uguale a quello prodotto dalla cellula del nostro corpo. Pertanto l’azione dei treni d’onda a diversa frequenza penetra nell’organismo ed entra in risonanza con gli organi interni stimolandone le funzioni. Le intensità sono dell’ordine di pochi sino ad alcune centinaia di fotoni al secondo per centimetro quadrato di superficie d’emissione. Una delle sorgenti è probabilmente il DNA. Queste intensità trasmettono informazioni essenziali per la regolazione della reattività biochimica dei potenziali di membrana, per la trasmissione nervosa, per l’immunostimolazione, per la regolazione dell’accrescimento, per i ritmi biologici e altro ancora.

    E’ importante comunque comprendere che il nostro corpo non è così semplice da poter instaurare un processo rigenerativo con l’applicazione di una singola frequenza; nella maggior parte delle strutture cellulari sono in gioco sistemi integrati che devono essere stimolati nello stesso tempo da diverse frequenze per assicurare il successo terapeutico.

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