• 11 SET 14
    Ipertensione, a rischio anche i ragazzi obesi

    Ipertensione, a rischio anche i ragazzi obesi

    Mantenere la linea non è un puro problema estetico nemmeno per bambini e adolescenti. A ribadirlo sono i dati presentati da Peter Schwandt, esperto della tedesca Ludwig-Maximilian University, al congresso dell’European Society of Cardiology di Barcellona, secondo cui i ragazzi obesi sono caratterizzati da un rischio significativamente più elevato rispetto a quello corso dai coetanei di avere a che fare con l’ipertensione.

    Il problema riguarda sia maschi che femmine. Fra gli oltre 22 mila ragazzi coinvolti nelle analisi effettuate da Schwandt e colleghi i maschi obesi sono infatti risultati correre un rischio di ipertensione 6 volte superiore rispetto ai normopeso, ma la situazione delle ragazze obese non è risultata molto migliore. “Il rischio – ha spiegato Schwandt – era più di 4 volte maggiore che nelle loro controparti normopeso”. In particolare, incrociando i dati relativi alla pressione sanguigna, all’indice di massa corporea, alla circonferenza alla vita, al rapporto tra circonferenza alla vita e l’altezza, allo spessore delle pliche cutanee e alla percentuale di grasso corporeo dei ragazzi è stata rilevata un’associazione tra un indice di massa corporea corrispondente al sovrappeso o all’obesità e il rischio di preipertensione, una condizione in cui la pressione sanguigna è lievemente al di sopra dei valori considerati salutari. Il rischio di ipertensione vera e propria è invece risultato più elevato sia in caso di indice di massa corporea elevata, sia quando ad essere elevati sono lo spessore delle pliche cutanee, la percentuale di grasso corporeo o la quantità di grasso addominale.

    “Il nostro studio mostra chiaramente che tanto più i ragazzi sono grassi, tanto maggiore è il loro rischio di preipertensione e ipertensione”, ha commentato Schwandt. L’esperto ha ricordato che i casi di ipertensione e dell’obesità fra i più giovani sono in continuo aumento nella maggior parte della nazioni ad alto e medio reddito e che il sovrappeso accumulato nell’infanzia si trascina spesso in sovrappeso anche nella vita adulta. Il tipo di misurazioni effettuate nel suo studio, semplici ed economiche, possono aiutare a contrastare i rischi associati a questa situazione. “Tuttavia – aggiunge lo stesso Schwandt – devono essere effettuate correttamente e devono essere presi in considerazione valori soglia specifici per età e sesso”.

    Tratto da Il Sole 24 Ore Salute – 10/09/2014

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