Fili invisibili: l’eredità dei nostri genitori

“Gli strumenti della mente diventano ceppi quando l’ambiente che li rese necessari ha cessato di esistere.”
Henri Bergson

Lucia oggi è una donna di quarant’anni e madre di due bambini ma prima di raggiungere questi traguardi è stata, come tutti, una ragazza. Per la piccola Lucia la disciplina e l’educazione sono sempre state importanti, infatti si è sempre dedicata allo studio e alle faccende di casa, concedendosi, così, poche libertà. La frase con la quale è cresciuta, frequentemente pronunciata dai suoi genitori, è: “prima il dovere e poi il piacere”. Ultimamente si rende conto di dedicarsi unicamente ai suoi doveri, tanto che il lavoro e le faccende casalinghe cominciano ad essere stressanti e faticosi. La sua difficoltà non è tanto trovare qualcosa per svagarsi, ma è abbandonare quel forte senso del dovere che si porta dentro e che oggi le sta generando disagio e frustrazione personale.
Cosa sta accadendo a Lucia?
Spesso accade che trattiamo noi stessi come siamo stati trattati nel passato: Lucia sta agendo proprio come vorrebbero i suoi genitori e questo sta influenzando il suo umore, comportamenti e scelte. Per lei la frase “prima il dovere e poi il piacere” si è trasformata, da una norma genitoriale ricevuta da piccola, a un modo di vivere da adulta, che non è quello che sente suo e che oggi le sta generando disagio personale. Lucia quando si guarda allo specchio rivede in lei parti dei suoi genitori che non le piacciono e che vorrebbe tanto cambiare. Spesso si chiede: come mai mi comporto in questo modo ?

Nei primi anni di vita, osserviamo, udiamo e riceviamo dai nostri genitori atteggiamenti, modi di fare, regole che incorporiamo dentro di noi e che iniziano a formare i nostri modi di reagire e di vedere il mondo. Questa parte della nostra personalità è come una bussola che ci dice dove andare, ci comunica le coordinate nelle relazioni sociali e nella vita quotidiana. “Sei tutto tuo padre/madre” è la tipica espressione che ci viene rivolta quando assumiamo gesti, espressioni, tono di voce, parole, modi di fare e comportamenti tipici dei nostri genitori. A volte, assomigliare ai nostri genitori può essere gradevole o irritante, tuttavia è inevitabile ritrovarsi legati con dei “fili invisibili” che ci tengono ancorati a un forte senso di lealtà familiare e valoriale.

Può accadere, come nel caso di Lucia, di sentirci incapaci di risolvere una situazione sgradevole, in cui ci sentiamo intrappolati nel lavoro, in una relazione o in famiglia. In queste condizioni, non vediamo alternative che in realtà esistono.
Ricordare, ripetere e rielaborare il nostro passato può avvenire con l’aiuto di uno psicologo o grazie ad esperienze di vita significative che ci portano ad un cambiamento radicale e profondo.
Attraverso la rilettura di alcune parti di sé, delle sue convinzioni e ingiunzioni “generazionali”, Lucia ha colto quei fili invisibili che, fino a poco tempo fa, la intrappolavano e la mantenevano legata ad un presente che, in realtà, era una ripetizione del suo passato. Oggi agisce emotivamente e cognitivamente in modo diverso a situazioni che le ricordano, sia pure “in forma derivata”, il suo passato, ed ha liberato il presente da quegli aspetti “ereditari” che sentiva scomodi, mitigando parti di sé che non la facevano sentire autentica nel qui e ora.

Dopo aver letto questo articolo, ti vengono in mente alcune convinzioni che segui rigidamente? O di alcune situazioni dove hai agito come avrebbe fatto un tuo genitore?

 

“DIREZIONE PSICOLOGIA: Una bussola per il quotidiano”

Vi è mai capitato di avere difficoltà a concentrarvi e a dormire poco e male, senza sapere il perché? Di rinunciare a qualcosa per paura di fallire? Di non sapere come comportarvi davanti ad un evento improvviso? A partire da episodi di vita quotidiana, in brevi articoli rifletteremo insieme, sempre accompagnati da riferimenti scientifici, su come funzioniamo, cosa proviamo e perchè.

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