Episodio speciale: FESTEGGIAMO!? Le nostre emozioni sotto l’albero

 

– Buon Natale, zio! Un allegro Natale! Dio vi benedica! – gridò una voce gioconda. Era la voce del nipote di Scrooge. […]

– […] Un Natale allegro! Al diavolo il Natale con tutta l’allegria! O che altro è il Natale se non un giorno di scadenze quando non s’hanno danari; un giorno in cui ci si trova più vecchi di un anno e nemmeno di un’ora più ricchi. Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto “allegro Natale” in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio!

– Zio! – pregò il nipote.

– Nipote! – rimbeccò accigliato lo zio, – Tieniti il tuo Natale tu, e lasciami il mio.

– Il vostro Natale! Ma che Natale è il vostro, se voi non ne fate?

– Vuol dire che così mi piace, e tu non mi rompere il capo. […]

– […] Il fatto è che io ho tenuto sempre il giorno di Natale, quando è tornato come un bel giorno, un giorno in cui ci si vuol bene, si fa la carità, si perdona e ci si spassa: il solo giorno del calendario, in cui uomini e donne per mutuo accordo pare che aprano il cuore e pensino alla povera gente come a compagni di viaggio verso la tomba e non già come ad un’altra razza di creature avviata per altri sentieri. Epperò, zio, benché non mi abbia mai cacciato in tasca la croce di un soldo, io credo che il Natale m’abbia fatto del bene e me ne farà. Evviva dunque il Natale!

Adattato liberamente da Charles Dickens, A Christmas carol

In “A Christmas carol” di Dickens, Scrooge e il nipote hanno una visione totalmente opposta del Natale: il primo lo odia, il secondo lo adora. Anche noi ne abbiamo una personale visione. Per chi lo ama, il Natale è condivisione, divertimento e tradizioni. E’ un giorno dell’anno unico, in cui si mettono da parte impegni, per dedicare il nostro tempo alle persone a noi care e a noi stessi. Permette di rafforzare e coltivare i legami. Condividere i momenti, i pasti, le tradizioni. Ognuno ha le sue, personali, con la famiglia, con gli amici, come scambiarsi i regali, cucinare insieme, giocare ai giochi di società. Le tradizioni ci permettono di ritrovare tutti gli anni delle situazioni conosciute, che ci danno un senso di sicurezza. D’altra parte, alcune possono essere comuni a molti, ad esempio addobbare l’albero di Natale, che ci fanno sentire di appartenere ad una comunità.

E chi invece le tradizioni non le ha? O non apprezza festeggiare il Natale? Ad un primo impatto si potrebbe pensare che queste persone siano come Scrooge, burbere e senza cuore… Ma in realtà ognuno di noi ha un personale modo di vivere le festività, che non è sempre necessariamente associato a sensazioni, pensieri e ricordi positivi. C’è chi non ama fare o ricevere regali, c’è chi associa la festività ad un evento negativo, c’è chi si sente stressato nel destreggiarsi tra i vari appuntamenti tipici di queste ricorrenze o si sente quasi “obbligato” a festeggiare un qualcosa che sente come finto o costruito.

Può capitare anche che la nostra visione cambi di anno in anno, perché gli eventi della vita possono modificare la nostra percezione delle feste, come un evento inatteso, l’arrivo di un bambino, un lutto, o come la perdita o cambio di lavoro.

Però non si può scappare dal Natale, come dalle altre ricorrenze: pubblicità alla televisione, città addobbate, vetrine allestite, in ogni angolo ci si imbatte nei simboli delle feste.

L’albero di Natale non è addobbato sempre in modo uniforme, ci sono parti più spoglie, altre con più palline, ma entrambe fanno parte dello stesso albero. Così, sia chi adora il Natale, sia chi non lo apprezza, fanno parte della stessa comunità.

Dunque, che ci piacciano o meno, possiamo cogliere l’occasione e interrogarci sul significato che hanno per noi le feste, valorizzando in ogni caso le emozioni che ci suscitano. Così, possiamo scegliere se festeggiare o meno, liberamente, ma con la consapevolezza delle sensazioni che quella festività ci dona.

E a te, piacciono le festività? Quali emozioni ti suscitano? Faccelo sapere commentando qui sotto!

Per approfondimenti:

  • Charles Dickens (1888). Cantico di natale in prosa: racconto di spiriti; prima versione italiana di Federigo Verdinois.- Milano : Ulrico Hoepli.
  • Chauve-Bertrand, A. (1937). Origins of Christmas. Journal of the Royal Astronomical Society of Canada, 31, 347.
  • Schervish, P. G., Halnon, R. J., & Halnon, K. B. (1996). Culture and emotion in Christmas: The elementary forms of the spiritual life. International journal of sociology and social policy.

“DIREZIONE PSICOLOGIA: Una bussola per il quotidiano”

Vi è mai capitato di avere difficoltà a concentrarvi e a dormire poco e male, senza sapere il perché? Di rinunciare a qualcosa per paura di fallire? Di non sapere come comportarvi davanti ad un evento improvviso? A partire da episodi di vita quotidiana, in brevi articoli rifletteremo insieme, sempre accompagnati da riferimenti scientifici, su come funzioniamo, cosa proviamo e perchè.

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