Episodio 21: “Il pericolo del giudizio – Le diverse reazioni al giudizio altrui”

 

Carlo: Ciao!! Come va? Alla fine come è andata con Francesca?

Giacomo: Ciao…guarda, non è andata proprio bene…

Carlo: Come mai? Non dirmi che, come al solito, hai di nuovo fatto lo sfigato che parla della sua ex

Giacomo: Ecco, come sempre mi fai la morale. Lasciamo perdere guarda, quando si parla di ragazze sai solo criticare e basta!

Durante la nostra vita sono tante le situazioni in cui ci ritroviamo a ricevere giudizi relativi a nostre scelte, valori e comportamenti, nonostante a volte vorremmo evitarli a tutti i costi. Giudizio è esprimersi sulla verità senza chiedere il permesso all’altro, è una sentenza percepita come una invasione in cui non è presente una critica costruttiva. Per questo, può essere visto come pericoloso, come un attacco a noi stessi e ci potrebbe mettere in allarme.

Come reagiamo in queste situazioni? Come ci comportiamo di fronte a un giudizio non gradito? Possiamo ritrovarci a scappare. Quando magari sappiamo che una persona tende a giudicarci possiamo, spaventati, evitare direttamente il confronto, rifiutare il giudizio altrui, negando ciò che l’altro ci dice. Ci ritroviamo in alcuni casi ad arrabbiarci con l’altro, poiché non accettiamo un’opinione diversa dalla nostra e il fatto che ci stia giudicando. Possiamo perfino immobilizzarci, non essere in grado di reagire al giudizio dell’altro, rimanendo bloccati.

Il modo in cui reagiamo ai giudizi deriva da tanti fattori: dalle nostre esperienze, dal momento di vita in cui ci troviamo, dall’argomento trattato, dalle nostre aspettative, dalle nostre caratteristiche di personalità ed autostima. In particolare, il rapporto con la persona che ci giudica aumenta o diminuisce il peso delle parole che ci arrivano: più la relazione è forte, stabile e importante per noi, più il giudizio che ci arriva può maggiormente colpirci, ferirci e condizionarci, influenzando anche l’idea che abbiamo di noi stessi e della nostra identità.

Il giudizio può essere però anche un rimando dell’altra persona, del suo modo di pensare, dei suoi valori. Un po’ come una lettera che ci viene consegnata: ci dà informazioni sul mittente, sulla sua “calligrafia”, sul suo modo di vedere le cose, su ciò che vuole comunicare. Possiamo, nel caso in cui il giudizio dell’altro non è stato troppo forte per noi, essere noi a decidere cosa farne, se conservarla, buttarla, ma anche metterla da parte in un posto sicuro, leggendola solo se e quando ci sentiamo effettivamente pronti.

 

E tu? Come affronti il giudizio degli altri? Se ti fa piacere scrivici a psicologia@poliambulatoriooberdan.it

 

Per approfondimenti:

  • Stephen Porges, “La teoria polivagale. Fondamenti neurofisiologici delle emozioni, dell’attaccamento, della comunicazione e dell’autoregolazione”. 2014, Giovanni Fioriti.
  • Jerome Liss, “L’ascolto profondo. Manuale per le relazioni d’aiuto”. 2015, La meridiana
  • Daniel J. Siegel, “La mente adolescente”. 2014, Raffaello Cortina.

“DIREZIONE PSICOLOGIA: Una bussola per il quotidiano”

Vi è mai capitato di avere difficoltà a concentrarvi e a dormire poco e male, senza sapere il perché? Di rinunciare a qualcosa per paura di fallire? Di non sapere come comportarvi davanti ad un evento improvviso? A partire da episodi di vita quotidiana, in brevi articoli rifletteremo insieme, sempre accompagnati da riferimenti scientifici, su come funzioniamo, cosa proviamo e perchè.

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