Episodio 12: “Fidarsi è bene. Non fidarsi?”


Caro diario,

Sono delusa. Anche questa volta ho sbagliato a fidarmi. Ho detto ad Elena che sto passando un periodo difficile con Matteo e lei lo è andata a dire a tutti. Vorrei sfogarmi, parlare di quello che provo con qualcuno, ma a questo punto ho paura di non potermi fidare veramente di nessuno.

Quando confidiamo a una pagina di diario come ci sentiamo, le nostre insicurezze, i nostri successi, i nostri segreti, facciamo di tutto per poterli tenere al sicuro. Possiamo mettere un lucchetto o cercare di portare il diario sempre con noi. Quando doniamo le nostre parti più intime e autentiche ad una persona, invece, non possiamo metterle sotto chiave, ma speriamo possano comunque essere custodite. Avere fiducia implica aprirsi, affidarsi e sapere di non avere il controllo di come l’altro si comporterà. Abbiamo delle aspettative, ma non sappiamo se verranno effettivamente soddisfatte.  Francesca ha scelto di confidarsi con un’amica intima, che conosce da anni e di cui si è sempre potuta fidare. Si aspettava che anche questa volta tenesse per sé i suoi sentimenti, le sue confidenze, ma non è stato così.  Fidarsi quindi significa anche rischiare. In larga parte, scegliere se farlo o meno dipende dalle nostre esperienze pregresse e da come ci siamo sentiti nelle relazioni passate. Se, per esempio, siamo statitraditi, probabilmente vedremo l’altro come qualcuno da cui difenderci. È come se la nostra pelle fosse ustionata: anche solo avvicinarci all’altro per cercare un contatto sarebbe doloroso. Sappiamo che non tutte le persone sono uguali, ma il timore di essere delusi ancora una volta resta, la scottatura si sente. E’ vero, se rimaniamo bloccati per paura di essere feritinuovamente o per cercare di avere il controllo, riduciamo al minimo il rischio; tuttavia, non avremmo la possibilità di conoscere persone e costruire relazioni che ci possono far star bene. Un’automobile ferma in garage non rischia di essere tamponata ma, d’altra parte, non ci permette nemmeno di scoprire nuovi posti, di vivere la nostra quotidianità, di fare anche esperienze positive. Per cercare di non sentir male quindi potremmo tirare il freno a mano: vorremmo avvicinarci all’altro ma allo stesso tempo restiamo lì, fermi nello stesso punto. Ricominciare a viaggiare non è sempre facile: è un percorso a tappe nel quale ci possono essere degli ostacoli. Ognuno di noi può capire  a quale velocità si sente più comodo, se ha bisogno di farsi accompagnare per sentirsi più sicuro o se necessita di fermarsi per poter fare benzina. Ascoltando e rispettando le nostre esigenze e i nostri tempi è  importante però ricordarci che non abbiamo la sfera di cristallo per poter prevedere come andranno le cose ma che, come dice Ernest Hemingway, “Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno è dargli fiducia.”

Per approfondimenti:

Michela Marzano, “Avere fiducia”. 2012, Mondadori
Michela Marzano, Cosa fare delle nostre ferite? La fiducia e l’accettazione dell’altro. 2012, Erickson
Salvatore Natoli, “Il rischio di fidarsi”. 2016, Il Mulino.

“DIREZIONE PSICOLOGIA: Una bussola per il quotidiano”

 

Vi è mai capitato di avere difficoltà a concentrarvi e a dormire poco e male, senza sapere il perché? Di rinunciare a qualcosa per paura di fallire? Di non sapere come comportarvi davantiad un evento improvviso? A partire da episodi di vita quotidiana, in brevi articoli rifletteremo insieme, sempre accompagnati da riferimenti scientifici, su come funzioniamo, cosa proviamo e perchè.

Potete leggere i nostri articoli sul sito del Poliambulatorio Oberdan /Attività/ Direzione psicologia  https://www.poliambulatorioberdan.it/direzione-psicologia-bussola-quotidiano o sulla pagina Facebook Poliambulatorio Oberdan