• 02 MAR 15
    Conosciamoli meglio: la tiroide

    Conosciamoli meglio: la tiroide

    La tiroide è una ghiandola endocrina con una forma che ricorda quella di una farfalla, essendo formata da due lobi uniti fra loro da un istmo. Misura complessivamente circa 5-8 cm di lunghezza, 3-4 di larghezza e 2-3 di spessore. Il suo peso è piuttosto variabile, a seconda di alcuni parametri, tra i quali alimentazione, età e peso corporeo, ma negli adulti varia mediamente tra 10 e 20 g. È situata nella parte anteriore del collo, più o meno all’altezza della quinta vertebra cervicale; si appoggia anteriormente a trachea e laringe, posteriormente all’esofago.
    Una curiosità: la tiroide contiene una percentuale elevatissima di selenio, più alta rispetto a qualsiasi altro organo: questo oligoelemento, insieme allo iodio, è infatti essenziale per il suo corretto funzionamento. Il funzionamento della ghiandola tiroidea è costituito da un complesso sistema “circolare” (vedi illustrazione), ma semplificando si può dire che la sua funzione principale sia quella di produrre ormoni contenenti iodio che, tramite il sangue, raggiungono tutti gli organi influenzandone l’attività: se la quantità in circolo è sufficiente la tiroide smette di produrli, per poi ricominciare quando il livello scende. Lo iodio è un componente essenziale per la produzione di questi ormoni, e una sua eventuale carenza determina un malfunzionamento della ghiandola: è perciò importante che questo oligoelemento sia presente in quantità adeguata nella nostra alimentazione.

    La tiroide è al centro del nostro benessere. L’affermazione è giustificata dal fatto che stiamo parlando di una ghiandola (situata anteriormente nel collo, al di sotto della laringe) destinata alla produzione di due ormoni, la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3), che svolgono un ruolo fondamentale nel corretto funzionamento del metabolismo, dei processi di crescita e di quasi tutti gli apparati principali dell’organismo:

    -Sistema nervoso centrale: un adeguato quantitativo di ormoni tiroidei nell’ultima fase dello sviluppo fetale e nel neonato permette il normale sviluppo del sistema nervoso centrale. Al contrario, un’eventuale insufficienza in questo delicato periodo porta a cretinismo, ovvero a un ritardo mentale non reversibile. La diagnosi precoce, e l’adeguata terapia sostitutiva entro la terza settimana di vita, può evitare gravi e irrimediabili conseguenze.

    -Apparato respiratorio: gli ormoni tiroidei influenzano la risposta dei centri nervosi allo stimolo respiratorio. In pratica svolgono una funzione indispensabile affinché il polmone possa reagire efficacemente  – variando frequenza e ampiezza dei movimenti respiratori – alle diverse esigenze (ad esempio in carenza di ossigeno). In questo modo si spiega anche l’ipoventilazione e la
    compromissione funzionale dei muscoli respiratori che si verifica in caso di ipotiroidismo.

    -Apparato cardiovascolare: gli ormoni tiroidei agiscono sull’apparato cardiovascolare sia direttamente sia indirettamente, determinando – quando in eccesso – vasodilatazione periferica,
    aumento e irregolarità della frequenza cardiaca e della forza di contrazione del miocardio. Viceversa, l’ipotiroidismo è causa spesso di bradicardia.
    -Apparato scheletrico: la tiroide è fondamentale per lo sviluppo e la maturazione dello scheletro: un’insufficiente produzione di ormoni tiroidei durante lo sviluppo fetale e in età pediatrica provoca un ritardo della crescita ossea che può portare a nanismo. La terapia ormonale sostitutiva è in grado di riportare lo sviluppo scheletrico nella norma, ma solo se il problema viene
    diagnosticato e curato prima della pubertà.

    -Apparato gastrointestinale: La motilità della muscolatura liscia gastrica e intestinale è facilitata dagli ormoni tiroidei, perciò in condizioni di ipertiroidismo possono essere stimolati i movimenti di contrazione intestinale, con conseguente produzione di feci non formate; al contrario in situazioni di insufficienza ormonale (ipotiroidismo) può manifestarsi stipsi. L’attività dell’apparato digerente è in quest’ultimo caso complessivamente depressa e il metabolismo rallentato, con conseguente aumento di peso.

    -Apparato riproduttivo: Un eccesso o una diminuzione di ormoni tiroidei possono provocare infertilità e problemi all’apparato riproduttivo, soprattutto femminile. Nelle donne che soffrono di
    ipotiroidismo si può infatti avere un’aumentata produzione di prolattina (ormone secreto dall’ipofisi), in grado di determinare irregolarità del ciclo, o addirittura scomparsa delle  mestruazioni. Nell’uomo possono verificarsi problemi di erezione, ma è raro che una disfunzione tiroidea sia di per sé causa di infertilità maschile.
    -Sistema emopoietico: Gli ormoni tiroidei influenzano la produzione di globuli rossi (eritropoiesi) che avviene a livello di midollo osseo. In caso di ipotiroidismo è frequente l’insorgere di anemia, mentre in presenza di un’aumentata attività ormonale viene stimolata la produzione di globuli rossi, in seguito all’accresciuto fabbisogno di ossigeno a livello dei tessuti.

    Tratto da tiroide.com

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