• 27 DIC 16
    Come contrastare l’overdose di cibo natalizio? Una bella camminata

    Come contrastare l’overdose di cibo natalizio? Una bella camminata

    Difficile per noi italiani, noti buongustai, resistere alle prelibatezze dei cenoni della Vigilia, del Natale, di Santo Stefano, di San Silvestro e della Befana. Una vera e propria overdose di cibo, un ben di Dio che si traduce in un’assunzione di circa 15mila-20mila chilocalorie, che tradotte in peso corrispondono almeno a un paio di chili, e circa due buchi in più sulla cintura. Eh sì, perché, questi maledetti chili prediligono soprattutto, specie negli uomini, la zona addominale, ovvero quella che secondo diversi studi dimostra essere la più pericolosa tanto da essere considerata uno dei più importanti fattori di rischio di malattia e mortalità per malattie cardiovascolari, nonché uno dei principali fattori di rischio per il Diabete di tipo II. L’esagerato accumulo di grasso in questa parte del corpo è, inoltre, associato a ipertensione, iperlipidemia, arterosclerosi, complicazioni metaboliche e cardiovascolari tipiche della sindrome metabolica. Una situazione clinica in questo nostro mondo occidentale molto frequente, troppo frequente, in quanto correlata allo stile di vita della persona, al suo eccessivo peso e alla sua vita sedentaria.

    Ma fino a che i chili in più sono pochi si può rimediare facilmente e senza neanche troppa fatica … infatti, sono sufficienti solo due piedi. E’ questa la buona notizia appena giunta dal Regno Unito. Durante i cenoni esageriamo? Se sì, allora facciamoci una bella camminata. La conferma ci arriva da uno studio condotto dal team di scienziati dell’Università di Bath e pubblicato sul The Journal of Physiology su un campione di 26 giovani volontari di entrambi i sessi, suddivisi a caso in due gruppi. Tutti sono stati obbligati a mangiare in eccesso per una intera settimana, ma un gruppo doveva anche abbinare alle mangiate pantagrueliche 45 minuti giornalieri a passo spedito su tapis roulant. Le calorie in eccesso sono state aumentate in percentuale (circa il 25%) in base all’attività fisica svolta, per far sì che fossero identiche in entrambi i gruppi. Dopo sette giorni tutti i volontari sono stati sottoposti a vari tipi di analisi, oltre al controllo del peso, per verificare lo stato di salute. Ebbene, la squadra di ricercatori ha visto convalidate le proprie ipotesi iniziali: l‘attività fisica, seppure non intensa, produce effetti positivi anche quando si sta facendo a tavola il pieno di calorie e guadagnando peso. In pratica, se si stramangia, ma ogni giorno si fa sport, si ingrassa ugualmente, però non ci si ammala. Più precisamente gli autori hanno osservato che coloro che mangiavano e basta riportavano danni metabolici, in termini di livelli alterati di glicemia e insulina nel sangue, oltre che modifiche geniche delle cellule grasse, mentre chi aveva camminato regolarmente sul tapis mostrava, al contrario, livelli di zuccheri nel sangue normali e un’espressione genica altrettanto regolare. Insomma, gli scienziati inglesi in questa loro ricerca hanno dimostrato che un breve periodo di eccessi alimentari e una ridotta attività fisica porta a decisi profondi cambiamenti negativi associati all’overdose di cibo in una varietà di sistemi fisiologici, ma che anche un po’ di esercizio fisico al giorno ferma la maggior parte di questi cambiamenti negativi.

    In tavola non solo leccornie, ma anche salute. Ecco i consigli alimentari dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO), per riuscire a sopravvivere alle feste in piena forma. Al primo posto mettono l’acqua (circa due litri al giorno), disintossicante e un elemento chiave per mantenere il nostro corpo sano. Semaforo verde anche al caffè, a patto che non si esageri: tre tazzine al giorno sono la dose raccomandata. Ricco di sostanze antiossidanti, come i polifenoli, permette di contrastare l’infiammazione cronica del fegato. Di certo non si può rinunciare al cioccolato fondente. L’oro nero, se non ci si abbuffa, protegge il fegato dalla produzione di tessuto fibroso, che rende l’organo meno funzionale. Avete mai assaggiato la curcuma? Si tratta di una spezia esotica che oltre a insaporire piacevolmente le nostre pietanze, favorisce la rigenerazione delle cellule danneggiate del fegato e aumenta la produzione della bile. Infine, impariamo dagli inglesi che non possono farne a meno. Stiamo parlando del tè verde, una bevanda dai mille benefici: antitumorale, combatte il sovrappeso ed è un valido aiuto nella lotta ai radicali liberi (attenzione a chi è in terapia con farmaci anticoagulanti!).

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