• 21 APR 15
    Cinque regole salva-cuore per le donne

    Cinque regole salva-cuore per le donne

    Le donne giovani potrebbero evitare gli attacchi cardiaci seguendo appena cinque regole di vita sana: non serve teoricamente molto per mantenere il cuore in buona salute e scongiurare tre casi di infarto su quattro. Lo dimostrano i dati di un’ampia ricerca pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology che sottolinea anche l’importanza di iniziare presto a seguire uno stile di vita salva-cuore. I ricercatori hanno analizzato 70mila volontarie per 20 anni. All’inizio dello studio in media avevano 37 anni. Durante la ricerca a poco meno della metà delle partecipanti è stato riscontrato almeno un fattore di rischio cardiovascolare come diabete, colesterolo alto, ipertensione, in media attorno ai 46 anni; 50 anni, invece, è l’età a cui sono state più spesso diagnosticate patologie cardiache. I dati mostrano che lo stile di vita può fare davvero tantissimo per ridurre i pericoli per il cuore.

    • Non fumare

    Le sigarette sono particolarmente dannose nelle donne, si è visto ad esempio che hanno una capacità cinque volte maggiore di indurre aterosclerosi rispetto a quanto accade negli uomini. Il fumo inoltre aumenta esponenzialmente il rischio di ictus nelle donne che assumono la pillola anticoncezionale; come se non bastasse non fa solo male al cuore, ma altera anche i cicli ormonali e favorisce una menopausa precoce. Purtroppo in poche riescono a smettere: tuttora circa un’italiana su cinque fuma e le donne sembrano andare in controtendenza rispetto agli uomini, fra cui il vizio è in lenta ma costante diminuzione.

    • Non ingrassare

    Secondo passo, mantenere l’indice di massa corporea nella norma senza diventare sovrappeso od obese. I chili di troppo “pesano” sul cuore perché lo costringono a un superlavoro che lo affatica e alla lunga ne può compromettere l’efficienza, facilitando la comparsa di malattie cardiovascolari. Il grasso più pericoloso è quello sull’addome, che tipicamente nelle donne tende ad accumularsi sempre di più dopo la menopausa. Per essere sicure di avere un girovita adeguato si deve calcolare il rapporto fra la circonferenza della vita e l’altezza: il risultato non deve superare 0,5. In Italia oltre una donna su quattro è sovrappeso, circa il 10 per cento è obesa.

    • Regime alimentare sano ed equilibrato

    Terzo step, seguire una dieta sana ed equilibrata: la dieta mediterranea è l’esempio migliore di alimentazione salva-cuore, come è stato dimostrato da innumerevoli studi. Sì quindi a tanta frutta, verdura e cereali integrali come base per la dieta di ogni giorno; ottime fonti di proteine i legumi, il pesce e in quantità moderata i latticini e le uova; carne rossa e dolci, invece, devono essere un’ “eccezione” alla dieta di tutti i giorni da concedersi nelle occasioni speciali.

    • Esercizio fisico

    La quarta regola per il benessere del cuore femminile è una quantità adeguata di esercizio fisico: essere in forma “allena” anche l’apparato cardiovascolare, oltre ad aiutare a restare del giusto peso, e chi ha un buon livello di fitness vede calare tutti i fattori di rischio cardiovascolare. Non è mai troppo tardi per iniziare a muoversi e possono bastare anche 20-30 minuti di camminata veloce ogni giorno, se non si è allenate. L’ideale sarebbero ad almeno due ore e mezzo di attività sportiva a settimana.

    • Poca televisione

    L’ultimo passo per proteggere il cuore delle donne è mettere al bando la sedentarietà di fronte alla tv. «Bisogna guardare meno di sette ore a settimana di televisione, per evitare di impigrirsi eccessivamente – spiega la dottoressa Chomistek –. La sedentarietà di per sé è un elemento negativo e un fattore di rischio cardiovascolare: il numero di ore passate seduti è correlato con un incremento della probabilità di molte malattie croniche, dal diabete all’ipertensione. Inoltre, in TV passano spesso messaggi pubblicitari che invogliano a consumare cibi poco salutari innescando un circolo vizioso», conclude l’esperta.

     

    Tratto da Il Corriere Salute

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