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Episodio 35: “Musica pentagramma per le emozioni”

“Vivo per lei da quando sai, la prima volta l’ho incontrata, non mi ricordo come ma mi è entrata dentro e c’è restata…”

(Vivo per lei, Andrea Bocelli)

Potrebbero bastare pochi secondi di una canzone per farci sognare o per portarci indietro negli anni, per farci rivivere quel ricordo particolare. Chiudendo gli occhi e alzando il volume, ci si può teletrasportare in un altro luogo: siamo a quel concerto che avevamo tanto atteso, al tavolo del ristorante del primo appuntamento con la persona che amiamo, a quella festa dove abbiamo ballato tanto da avere i piedi che ci facevano male. Altre volte invece sorridiamo mentre la nostra playlist preferita in sottofondo ci dà la carica per affrontare la giornata o, quando siamo stanchi e affaticati di rientro dal lavoro, ci aiuta a sentire gli occhi meno pensati e la mente sembra più fresca. Oppure potrebbe capitare che ci ritroviamo ad accarezzarci le guance, come se dovessimo asciugarci le lacrime che scendevano senza sosta quando abbiamo ricevuto quella notizia. La musica, quindi, ci permette di rivivere le emozioni e le sensazioni che abbiamo provato, le fa vibrare sulla nostra pelle facendocele percepire e vivere, ora come allora. Eravamo tristi e ora quella tristezza è parte dei suoni bassi e lenti che ci accompagnano. Altre volte potrebbe capitare che non vogliamo stare nella tristezza, abbiamo bisogno di allontanarla, come quando decidiamo di riprodurre Happy di Pharrel Williams con l’intento di darci una scossa, di sollevarci.

“…vivo per lei perché mi fa vibrare forte l’anima…”

(Vivo per lei, Andrea Bocelli)

Ma può essere proprio il nostro umore ad orientarci sul tipo di musica da ascoltare? Sì, è così. Spesso tendiamo a preferire quelle canzoni che sentiamo in armonia, oppure invece può capitare che il genere che scegliamo stoni con ciò che proviamo. Quando siamo giù di morale potremmo sentire la necessità di ascoltare un brano per rallegrarci, come We are golden di Mika, oppure per farci cullare e consolare dalle melodie delicate di Fix you dei Coldplay. La musica, infatti, è riconosciuta come uno degli strumenti più potenti ed efficaci in grado di aiutarci a regolare le nostre emozioni. Come? Influenzando il ritmo del battito cardiaco, la pressione sanguigna, la respirazione e anche il livello di alcuni ormoni tra cui il cortisolo, ormone dello stress, facendoci percepire meno tensione oppure attivandoci. Ma non sono solo i suoni ad influenzarci, a volte le parole del testo di una canzone sono proprio quello che abbiamo bisogno di sentirci dire. Sono quell’amico invisibile che è sempre pronto a darci un consiglio al momento giusto, aiutandoci a sentirci compresi, a fare chiarezza su ciò che stiamo vivendo o addirittura a vedere le cose da un’altra prospettiva. La musica, con i suoi testi e i suoi suoni, è una compagna fedele. Sa starci accanto quando occorre e farsi da parte quando è il silenzio ad essere ciò di cui abbiamo più bisogno.

La musica, dunque, ci può sollevare, regalandoci leggerezza quando ne abbiamo bisogno, ma ci consente anche andare più in profondità, facendoci esplorare diverse parti di noi. Ci aiuta a rimanere in contatto con loro, come se noi fossimo gli strumenti e la musica ci aiutasse a toccare i tasti che magari non sapevamo potessero suonare ancora, o semplicemente che avevamo deciso di non suonare più. Quando le parole non bastano la musica, come il sorriso, anche se non parla nessuna lingua le parla tutte e ci permette di connetterci a noi stessi e agli altri, magari ad un concerto, quando le singole voci formano un grande coro, dove la musica è un luogo sicuro nel quale lasciarsi andare, esprimersi e riconoscersi.

“…lei è di tutti quelli che hanno un bisogno sempre acceso come uno stereo in camera di chi è da solo e adesso sa che è anche per lui per questo, io vivo per lei.”

(Vivo per lei, Andrea Bocelli)

Per approfondimenti 

  • Giardi D. (2022). Curarsi con la musica. Scaricare lo stress, combattere ansia, gastrite e insonnia con ascolti mirati. OM Edizioni.
  • Ezzu, A., Messaglia, R., & Benenzon, R. (2017). Introduzione alla musicoterapia: storia, fondamenti, modelli, applicazioni cliniche, glossario. Musica practica.
  • Manarolo, G. (Ed.). (2020). Manuale di musicoterapia: teoria, metodi e strumenti per la formazione. Carocci Faber.

“DIREZIONE PSICOLOGIA: Una bussola per il quotidiano”

Vi è mai capitato di avere difficoltà a concentrarvi e a dormire poco e male, senza sapere il perché? Di rinunciare a qualcosa per paura di fallire? Di non sapere come comportarvi davanti ad un evento improvviso? A partire da episodi di vita quotidiana, in brevi articoli rifletteremo insieme, sempre accompagnati da riferimenti scientifici, su come funzioniamo, cosa proviamo e perchè.

Potete leggere i nostri articoli sul sito del Poliambulatorio Oberdan /Attività/ Direzione psicologia  https://www.poliambulatorioberdan.it/direzione-psicologia-bussola-quotidiano o sulla pagina Facebook Poliambulatorio Oberdan

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