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Episodio 32: nuova dieta? No! Nuovo modo di vivere. Dieta è restrizione?

– Andy, sei molto chic.

– Oh, grazie, Emily. Tu sei così magra!

– Davvero?

– Sì.

– È per Parigi. Sai, sto facendo una nuova dieta, è molto efficace. Non mangio niente… poi quando sento che sto per svenire, butto giù un cubetto di formaggio.

– Beh, sta funzionando alla grande.

– Lo so. Ora mi serve solo una colite e arrivo al peso ideale.

Tratto dal film “Il diavolo veste Prada”

Dieta. Chi di noi non ne ha mai sperimentata una? Chi ha pensato di farla perché si guardava allo specchio e non si piaceva? Oggi i media ci bombardano di diete innovative ed esclusive, del tipo “Perdere 4 kg in 3 giorni!”, che agganciano la nostra volontà di avere una soluzione rapida: voglio cambiare, voglio farlo col minimo sforzo e più in fretta possibile. L’attività fisica è come il siero magico che ci dà il permesso di mangiare. La bilancia è il responso finale, l’unica forma di verità che ci dice se siamo stati bravi o meno. Il cibo si trasforma in qualcosa da cui difendersi, da allontanare perché è sempre pronto a tentarci e a far svanire nel nulla tutti i nostri sforzi. E man mano pensiamo sempre più alla dieta, al cibo, alle calorie: evitiamo la corsia del supermercato dei dolci o di uscire a cena con amici e famigliari per non cadere in tentazione. E tutto questo magari con il senso di colpa che ci accompagna giorno per giorno, pasto per pasto, sgarro per sgarro. Ci troviamo a vivere in un costante conflitto. Con noi stessi, con il nostro corpo, con la nostra forza di volontà che ci tradisce, che non è abbastanza.

Se è questa la concezione di dieta che abbiamo è normale viverla come una tortura fatta di sacrifici e divieti. L’ennesimo tentativo di dimagrire fallisce e siamo punto e a capo. “Cosa ho sbagliato di nuovo? Perché tutti ce la fanno e io no?”.

Per rispondere è importante andare alla radice. La parola dieta significa “abitudine, modo di vivere”, non è solo il cibo che si può mangiare o si deve evitare per raggiungere il peso che vogliamo, ma è qualcosa di strettamente personale, in cui al centro ci siamo noi, i nostri bisogni e la nostra salute. Seguire una dieta è faticoso perché ci richiede di cambiare non solo i nostri comportamenti alimentari, ma anche di mettere in discussione parti di noi. E per rompere i vecchi schemi e costruirne di nuovi c’è bisogno di tempo, nessuno può trasformarci dall’oggi al domani. È come provare un vestito per la prima volta: all’inizio magari non è perfetto, è troppo stretto o troppo largo, ma insieme al sarto possiamo delineare i punti giusti da sistemare man mano, affinché si adatti al nostro corpo, a noi. Ma come mai abbiamo bisogno di comprare un vestito nuovo? Perché in questo momento della nostra vita? Perché abbiamo bisogno di una dieta?

Il tema dell’alimentazione verrà ripreso e approfondito nei prossimi episodi della nostra rubrica. Stay tuned!

Per approfondimenti:

  • Elisa Cardinali, Micaela Fusi, “Le emozioni nel piatto”. 2021, Terra Nuova
  • Teresa Montesarchio, “Mindful eating”. 2017, EPC

 “DIREZIONE PSICOLOGIA: Una bussola per il quotidiano”

Vi è mai capitato di avere difficoltà a concentrarvi e a dormire poco e male, senza sapere il perché? Di rinunciare a qualcosa per paura di fallire? Di non sapere come comportarvi davanti ad un evento improvviso? A partire da episodi di vita quotidiana, in brevi articoli rifletteremo insieme, sempre accompagnati da riferimenti scientifici, su come funzioniamo, cosa proviamo e perchè.

Potete leggere i nostri articoli sul sito del Poliambulatorio Oberdan /Attività/ Direzione psicologia  https://www.poliambulatorioberdan.it/direzione-psicologia-bussola-quotidiano o sulla pagina Facebook Poliambulatorio Oberdan

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