LO FACCIAMO… E POI?

 

“Ieri avevo casa libera e così ho detto a Gio di venire da me. Immaginavo cosa probabilmente sarebbe accaduto, ma non sapevo che fare. Pensavo: ‘Se gli dico di no, magari poi mi molla; se gli dico di sì invece chissà cosa andrà in giro a dire’.”

 

Hey, ti capisco. Dopotutto, essendo la vocina nella tua testa… sono un adolescente anche io! Non preoccuparti, ciò che ci diremo resterà tra me e te, promesso! Sai, so che non sempre tutto è come lo si immagina, o come ce lo fanno vedere. So anche che quell’ostentata disinibizione dei social non sempre ci appartiene, ma non è facile togliersi la maschera del più forte e figo, soprattutto quando si parla di sesso. Ma siamo degli adolescenti e come tali, anche se ci mostriamo grandi, abbiamo paure che ci possono spaventare e bloccare. Magari a volte queste nascono proprio da tutte le informazioni che riceviamo e che non sappiamo come gestire. Gli strumenti che abbiamo li stiamo ancora costruendo, oppure stiamo capendo come usarli.

 “Oggi a scuola i miei amici mi hanno chiesto come fosse andata. Non me la sono sentita di dire la verità, di dire che non era come mi ero sempre immaginata… Erano tutti attorno a me a domandarmi se avessimo fatto questo o quello. E…”

 

Lo so, ci piace parlare tra noi, raccontarci i dettagli di ogni cosa che ci accade e così ci mettiamo addosso un’etichetta o facciamo un’osservazione. “Ma come! Gli hai davvero detto di no?”; “Di già? Ma state insieme da solo un mese!!”; “Io fossi stato in te l’avrei già fatto da un pezzo”. Forse è per questo che quando si tratta di sesso, a volte, ci sentiamo in dovere di inventarci qualche cosa in più solo per sentirci all’altezza, oppure di fare qualcosa che non ci sentiamo di fare solo per evitare di essere rifiutati agli occhi dell’altro, giudicati come “sfigati” e poi esclusi. È proprio questo che, in alcuni casi, porta alcuni di noi a ritardare sempre di più l’incontro con l’altro.

“… io ho inventato tutto. Non mi è piaciuto, ero immobile, non sapevo come mi dovevo muovere e poi ho provato dolore, ma non ho detto nulla nemmeno a Gio. Mi veniva quasi da piangere. Sì, lo so già che penserai che io sia una sfigata…”

 

Cosa ti ha spinto a non dire la verità? È forse questo sentirsi vulnerabili e allo stesso tempo il tentativo di mostrarsi forti? È forse questa identità che assomiglia alla seta di un baco? Piano piano viene lavorata fino a quando non diventa bozzolo, forte e resistente… Solo allora si è pronti per il debutto in società: si spiegano le ali e si spera di essere una farfalla, per lo meno accettabile. Non facile tutto questo, soprattutto se lo pensiamo inserito all’interno di una società performante, che ci chiede solo di mostrare il bello, il perfetto. È stata la tua prima volta e si è infranto lo specchio delle aspettative e ora tocca farci i conti. Si raccolgono i vetri e si cerca di non ferirsi: con i giudizi degli altri, ma soprattutto con i propri, i più taglienti.

“Sembra sempre che gli altri abbiano avuto esperienze bellissime, anche la voce nella mia testa è migliore di me…”

 

Conosco bene questa sensazione. Mi dispiace che anche tu la senta, penso che alla nostra età sia una compagna di molti… Posso darti un consiglio? Prendiamoci il tempo per scoprirci, guardarci e capire chi siamo anche da questo punto di vista. Magari ci potranno piacere i ragazzi, le ragazze o, perché no, entrambi. Potremmo capire di sentirci più comodi conoscendoci insieme al nostro ragazzo/a, o  che magari preferiamo farlo da soli. In fondo il nostro corpo si sta trasformando e non è sempre semplice accettarsi in questa evoluzione. Così, solo quando ci sentiremo abbastanza pronti e a nostro agio, potremmo decidere che è arrivato il momento. Ci viene spesso detto che siamo la generazione del “tutto e subito”, ma non è sempre così, anzi spesso questo ci spaventa e ci porta a spostare alcune tappe un po’ più in là. Fare tutto e subito non è sempre la cosa migliore o quella che ci può far sentire meglio. Il sesso non è una casella da spuntare, una gara o una tappa da conquistare per poi vantarcene con i nostri coetanei. Prendiamoci il tempo di cui abbiamo bisogno, nessuno ci mette fretta, nemmeno i nostri amici o compagni di classe che hanno già avuto la loro prima volta.

“Sai, forse hai ragione. Ho sempre temuto che la mia prima volta fosse goffa e strana, ed effettivamente è stato così. Ma nonostante fossi in un qualche modo preparata, viverlo è stato diverso. Te l’ho detto, mi veniva da piangere e forse non era solo perché non mi stava piacendo, ma perché non mi sentivo davvero pronta, o forse lo ero ed ero solo nervosa… boh, mi sembra tutto assurdo! Però, ora posso dirti che anche se impacciati ed imbarazzati, ci siamo scoperti insieme, ed è stato bello anche solo per questo!”.

 

Per approfondimenti

  • Pellai, A. (2015). Tutto troppo presto: l’educazione sessuale dei nostri figli nell’era di internet. De Agostin
  • Sesso e Giovani, Festival Psicologia
  • Meno sesso, più porno, Festival Psicologia

 

“DIREZIONE PSICOLOGIA: Una bussola per il quotidiano”

Vi è mai capitato di avere difficoltà a concentrarvi e a dormire poco e male, senza sapere il perché? Di rinunciare a qualcosa per paura di fallire? Di non sapere come comportarvi davanti ad un evento improvviso? A partire da episodi di vita quotidiana, in brevi articoli rifletteremo insieme, sempre accompagnati da riferimenti scientifici, su come funzioniamo, cosa proviamo e perchè.

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